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Salta o ripeti

Castel del Monte è vicino Andria, in Puglia. É un castello costruito su un promontorio da Federico II di Svevia. Io non lo conoscevo, ma la mia migliore amica lo aveva scelto come argomento della sua tesina di V elementare e il mio fidanzato è un fan dell’imperialismo di Federico, quindi siamo andati a visitarlo a Pasqua.

È costruito in una pietra commovente, morbida e cangiante, bianca quasi rosa, facile a cader vittima delle intemperie.

Il bello del castello è la sua natura di spocchioso elogio della cultura. Non me ne vogliano i buonisti, ma l’intera struttura è permeata di un’unica idea: c’è chi può e chi non può, e solo chi sa, può. Intellettuale snobismo radical ante literam.

Il castello è un labirinto cui sottende la legge del salta o ripeti. Le stanze all’apparenza uguali presentano dettagli riconoscibili solo all’occhio del sapiente, la cui cultura non lo esime tuttavia dal rispetto della legge. Ad ogni bivio un dubbio e una certezza: destra o sinistra? Ti chiedi. A qualcosa rinuncio, già sai.

Il percorso e chi lo costruì decisero che alcune sale, le più preziose, sono luoghi cechi. Se entri scopri, ma fatta la scoperta davanti a te un muro, e allora dietro front e via a ripetere. Per sapere, conoscere e scoprire la vita ti chiede un solo pegno, la fatica.

Ma per quanto irritante a credersi, con la vita puoi sempre scegliere, persino di non incontrare nessun muro, persino di non fare fatica. Scegli la via corta e procedi, liscio e senza intoppi, convinto perché per tanta fluidità la vita ti chiede un solo pegno, rinunciare alla scoperta.

Questo dice la pietra commovente di Castel del Monte, che una strada più semplice c’è, ma non credere che costi meno cara.

Secondo me lo sai dal primo respiro, dal primo giorno d’asilo, se con la vita sei uno che salta o che ripete.


Onorata la Santa Pasqua, il lunedì dell’angelo l’ho dedicato alla nonna, che ha un talento con i bonsai. Li pota e li ripianta. Le ho detto che il mio è morto, l’ha assassinato il gatto, in un moto di sofferenza da abbandono.

Lei mi ha detto due cose, che se pianti un ramo di bonsai ne vien fuori una siepe, perché non sa di essere un bonsai se non viene guidato. E poi mi ha detto di non mollare, che certe volte con le piante è così, sembrano morte, ma aspettano il tempo giusto e quando non ci credi più, poi germogliano. Se hai fretta le butti e salti, oppure impari. E ripeti.

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