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Diario di una decisionista per bene

Il mondo si divide in due: quelli che si licenziano e quelli che prendono l’aspettativa.

Quelli che prendono l’aspettativa sono gli stessi che chiedono una pausa di riflessione, mentre quelli che si licenziano smettono di risponderti al telefono.

Quelli che ti chiedono la pausa di riflessione sono quelli che si incazzano se gli spoileri il finale del film, quelli che smettono di risponderti al telefono hanno smesso di ascoltarti quando hanno capito che il film faceva schifo.

Quelli che si incazzano per gli spoiler sono quelli che hanno un tempo medio d’acquisto superiore alle 3 ore. Obbligano la commessa a tirar fuori 15 varianti cromatiche di un maglione girocollo e poi comprano il blu navy dello stesso tono di quello che già hanno. Quelli che non ascoltano commenti su film che fanno schifo hanno un tempo d’acquisto inferiore ai 30 minuti. Entrano in negozio, individuano il capo e strisciano senza guardare.

Quelli che impiegano più di 3 ore a comprare un maglione, rifletteranno per giorni su come chiederti di uscire e su quando baciarti e sulle conseguenze che ciò comporterà e se sarà opportuno rimanere a dormire da te e se dovreste fare le vacanze separati e se forse non sarebbe il caso di aspettare a lasciarti anche se non ti amano più e…

Quelli che per comprare un maglione impiegano mezz’ora non ti chiedono di uscire, perchè siete già seduti al tavolino di un bar. Ti baciano per non farti finire la frase (stavi spoilerando, eh?) e non gli importa se è l’ultima volta. Saltano giù dal letto prima che tu te ne accorga e non parlano di vacanze, ma solo di viaggi. E se non ti amano più non è sicuro che te lo dicano, perché magari in Belize non c’è campo.


I temporeggiatori sono persone per bene, i decisionisti anche (credo).

Quello che però i temporeggiatori non sanno è che prendere una decisione è una goduria.

Come quando sei al finire di uno scoglio, guardi giù, vedi il mare e temporeggi, mentre quello affianco a te, che ti auguro non sia Muccino che è “partito, partito, partito e andato in Grecia”, invece si butta. E può schiantarsi. Sì. E può affogare. Sì. Però quanto sta godendo? Con l’adrenalina a mille, il vento nei capelli e il sale che lo aspetta?

Mi piaci. Ti amo. È finita. Mi licenzio. Non vengo a cena. Odio Bali, vado a Bangkok.

Ditelo, è bellissimo.

E se anche succede che:

Tu no. Io no. Menomale. Fai come vuoi. Non ti avevo invitato. Ti odio.

Chissenefrega.


Ve lo garantisco, quello che galvanizza non è il risultato, ma la scelta. Scegliere vi fa già vincere, perché evita che qualcun’altro lo faccia al posto vostro. Dovrete forse combattere con l’immaginario collettivo che dipinge i decisionisti come poco per bene, ma in fondo per confutarlo basterà rispondere al telefono.

Poi se imparate come si fa, a rispondere al telefono dico, fatemi un fischio.

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