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Prima o poi mi sposo

Noi Millennials abbiamo questo problema qui, che nel tripudio di flessibilità all’interno del quale siamo nati facciamo fatica a gestire le vie di mezzo. Meravigliosa apologia del paradosso.

Ci dividiamo in globetrotter che non rinunciano a due voli intercontinentali l’anno e spiriti liberi che tracciano i propri confini morali in base a ciò che si può raggiungere su due ruote a pedali. Andiamo a caccia di stelle Michelin o veneriamo la filiera corta.

Abbiamo finanche i cuori divisi in due: radicati nella tradizione del coronamento del sogno d’amore o cromati sotto il vessillo di libertà, autonomia e indipendenza.

Io, speriamo che me la cavo.


Del matrimonio so tre cose, che mi hanno insegnato le tre donne più importanti della mia vita: mia madre, mia nonna e mia zia.


1. Have fun, have sex

É notte, sarà circa l’una e vivo ancora a casa dei miei. Siamo sul finire degli anni ‘90, o forse il mondo ha sventato la catastrofe e siamo entrati vivi e vegeti negli anni 2000. Non ho più di 15 anni e trapasso l’esistenza davanti la TV.

Mia madre si schiarisce la voce. Mi volto e la vedo dietro la tavola da stiro, a lungo proverà a trasferirmi quel prezioso distillato di amore e cura che si cela dietro la perfetta stiratura di una camicia, poi inventeranno Mama Clean e finalmente uno smartphone e il servizio a domicilio si faranno carico di ripulire a modico prezzo i miei sensi di colpa.

«Veronica» esordisce «forse ti avranno raccontato che una ragazza per bene arriva vergine al matrimonio, tu non credergli.

Ora, non so se nella tua vita sceglierai una cerimonia civile o religiosa, ma tieni sempre presente che né lo Stato Italiano, né tanto meno la Sacra Rota, sono disposti ad annullare un matrimonio per incompatibilità sessuale.

Eppure, fidati di tua madre, non oso immaginare situazione peggiore di quella di ritrovarsi invischiata in un matrimonio con un uomo con cui non ti piace andare a letto.

Perciò, a mamma, prima di dire – Sì, lo voglio – concediti almeno un paio di prove prodotto. Con criterio, ma conceditele.»


2. Lungo o corto, basta che ti sbrighi

É un pomeriggio d’estate nella sala d’attesa di un ospedale. Mio nonno è ricoverato per un malore e io intrattengo mia nonna ciarlando del più e del meno.

Superato l’aggiornamento lavorativo apriamo il faldone “Quando compri casa?”, con un colpo da maestra aggiro l’ostacolo e sposto l’attenzione su una famiglia di malcapitati avventori della struttura.

Il mastino non molla, 80 anni e non sentirli, inizia con nonchalance a interrogarmi sulla situazione sentimentale di tutte le mie amiche, annuendo con approvazione e ponendo l’accento su ogni “Quindi loro stanno ancora insieme?”. Sudo freddo, come Neo schivo in slow motion ogni colpo, la mia voce è ormai un sussurro, mi aggrappo all’iPhone e scorgo una via d’uscita.

«Toh, nonna, una ragazza che conosco si è sposata! Guarda che abito corto ha scelto, un po’ troppo, no? Voglio dire, per sposarti così giovane immagino tu sia particolarmente attaccata alle tradizioni, quindi non vedo perché sfidarle apertamente presentandoti in chiesa con un abito così provocante!»

Sguardo dal basso, vitreo e perforante.

«Veronica, cosa intendi con giovane?»

Come finisce Matrix? Neo si salva?

«Beh, avrà più o meno la mia età…»

Sgomento, disappunto, rassegnazione.

«Eh Veronica! Giovane?!? Ma c’ha quasi 30 anni, stai a guardà il vestito! Almeno lei s’è sposata!»


3. É solo un invito a nozze

Adoro mia zia. La adoro perché ha passato parte della mia infanzia a vestirmi come una demente, scattandomi infiniti servizi fotografici con cui oggi è libera di ricattarmi, la adoro perché ha insegnato a me e ai miei fratelli come si bara a carte, dimenticandosi però di spiegarci le regole ufficiali, la adoro perché per anni mi ha fatto credere di avere un’altra zia che viveva in Germania e che di mestiere metteva tappi alle bottiglie di birra e ogni Natale mi obbligava a scriverle sentiti biglietti di auguri.

Questa meravigliosa zia è un fantastico esempio di donna che ha incontrato il grande amore passati i 40 e ha deciso di renderlo ufficiale con una cerimonia dopo i 50. Tutti attendevamo con ansia i dettagli e la formalizzazione del lieto evento.

Settimana scorsa mi scrive su Whatsapp:

“Emoji testa dello sposo – cuore – Emoji testa della sposa – data”

“Scusa, ma ti pare modo?”

“Oh no, hai da fare quel week end?”

“No. Però dico…due partecipazioni…che ne so, un invito…”

“Dai su, falla finita. Se ci sei a posto, festeggiamo!”


Cosa posso dirvi di più, Millennials o no, quello che ho capito io del matrimonio è che: se è quello giusto dovresti anche divertirtici a letto, a quel punto non perdere troppo tempo, fregatene del vestito e festeggia quel giorno con tutti quelli che ami.

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