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È sempre tempo per uno shot?

Tra due mesi compio trent’anni e nel solo 2016 ho partecipato a 4 matrimoni. E a un paio di funerali.

La frase più bella di “Quattro matrimoni e un funerale” la dice la Coleman sedendosi a tavola e presentandosi al suo vicino:

“Ciao, sono Scarlett, non farmi bere troppo. Quando bevo divento un po’ troia”

Non l’ho mai usata per presentarmi a nessun matrimonio, ovviamente.

Quando vado ai matrimoni mi dedico a due attività: proiettare e bere (per smettere di proiettare).

Colline toscane, il finire d’agosto. Gli sposi commossi si promettono amore eterno e sono così meravigliosi che convincono anche te, che potrà essere eterno. Li guardo ma non li vedo più, annebbiata da un fiume di lacrime. Immagino come potrebbe essere, come sarà, finché una frase con sorpresa mi desta: per tutta la vita, dicono.

Giurare amore eterno è romantico, promettere di scegliersi per tutta la vita impegnativo.

La tentazione di scoprirsi diversi è forte, l’abitudine a comportarsi come si è sempre fatto anche di più. L’occhio mi cade sulle file di invitati seduti, che vedi mai, se davanti a quel granitico per tutta la vita non si possa rinvenire un ben più malleabile solo una volta.


Da ragazzina con la mia migliore amica chiudevamo le vacanze estive in Versilia. Una sera in Capannina ci rimorchiano due tizi, parlano di Ben Harper e di terrazze e di Porsche. Noi, che simpatiche sì ma sveglie non troppo, vinciamo il gagliardetto Signorina Sephora dell’estate 2003 riducendo il potente tentativo di approccio a un glaciale scambio di numeri.

Pedalando verso casa consueto scambio di opinioni:

B: “Tu come l’hai salvato?”

V: “NON RISPONDERE 10. Tu?”

B: “TRENTENNE SFIGATO”

Non offendere chi è più vecchio di te, perché un giorno da quell’insulto ti sentirai offeso. Oppure quel giorno non arriverà mai, ma non te lo auguro.

A 16 anni guardavo quelli di 30 e pensavo che al posto loro avrei smesso di ammazzarmi di shots e mi sarei gustata un Long Drink.

A quasi 30 anni vado ai matrimoni e quando vedo quei volti felici scambiarsi promesse d’infinito penso a quanto è semplice buttare giù un cicchetto e non pensarci più. Che la mattina al massimo patisci il cerchio alla testa, ma non la tristezza di berti un Gin Tonic annacquato dal ghiaccio su cui il tempo ha avuto la meglio.


B ce l’avrà ancora il numero del Trentenne Sfigato, andrà per i 45 ormai. Magari lo chiamo e gli chiedo che ne pensa lui degli shots e se alla fine l’ha ordinato un Long Drink.

Tra due mesi compio trent’anni e non è che non ci penso. Chiedo solo al karma di non farmi fare una di quelle ordinazioni a caso, quando preso dalla fretta della cameriera che incombe ti fai fregare da un nome esotico. E poi passi una serata di merda a sorseggiare l’equivalente al mirtillo di un Virgin Mojito.

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